Hackney Wick. L’arte al potere

Superficialmente Hackney Wick si potrebbe indicare come quartiere degli artisti, uno dei tanti qui a Londra. Colori, gallerie, creazioni talvolta geniali e astrate, altre incomprensibili e assurde, ma soprattutto graffiti di writer i cui lavori sono oggi riconosciuti come opere dal valore artistico ed economico elevato, sono l’elemento identificativo dell’estremo orientale del Borough of Hackney, nell’East End londinese. Solo per citare il più rappresentativo e importante della zona, Sweet Toof che con i suoi “sorrisi” (il segno identificativo dei suoi graffiti sono dentature bianche e gengive rosee) traccia i bordi delle ex fabbriche e gli argini del canale, ha esposto al V&A Museum e una sua piccola creazione non vale meno di 600 sterline.

Durante l’ultima edizione dell’Hackney WickED Festival ho conosciuto il pittore spagnolo Fran Ortega, uno degli organizzatori del festival che da sette anni apre le porte dei vari laboratori estudi artistici del quartiere, oltre a tenere performance lungo le sue strade o nei pub locali. Con lui, che vive e lavora a Hackney da più di un decennio, approfitto per visitare questo ex quartiere industriale, che negli ultimi anni ha subito notevoli cambiamenti, e che probabilmente è destinato a veder scomparire la sua peculiarità per una riqualificazione urbana economicamente più remunerativa per il mercato immobiliare.

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Hackney Wick, l’arte al potere (Photogallery)